Benvenuto!    Registrati ora    Login  
Visit Rione Trevi
Search in the Rione
COMMUNITY


RSS Feed

La concezione spaziale della piazza, uno spazio pubblico arredato al centro da una fontana, è tipicamente ottocentesca, soluzione con la quale si è voluto adornare uno slargo su cui convergono i nuovi assi stradali della Roma umbertina, via del Tritone, via Barberini e via Veneto, a mettere in comunicazione il vecchio centro con i quartieri “alti” Ludovisi e Parioli. Da allora è rimasta una delle piazze più trafficate. Non a caso, su questa sorta di Piccadilly Circus romano, all’inizio degli anni Ottanta, fu innestata una stazione della metropolitana. L’assetto urbano “minimalista”, un po’ disadorno a dire il vero, concepito come un catino ovale di pietra e d’acqua, una semplice e grigia platea centrale rialzata di sampietrini su cui si affaccia col suo zampillo, elegantissima, la Fontana del Tritone, le è stato dato dall’architetto Vittoria Calzolari alla fine degli anni Settanta. La Fontana, una delle più felici creazioni di Gian Lorenzo Bernini (1642) raffigura un tritone che poggia su quattro delfini, vero e proprio dio marino che solleva verso il cielo uno spruzzo d’acqua soffiando su una conchiglia. Opportunamente illuminata a creare delicati effetti sull’acqua, una volta questa piazza era uno dei simboli di una certa vita notturna, la Roma “by night” dei grandi alberghi, dei teatri, dei locali, dei play boy, della “Dolce Vita”, oggi a dire il vero un po’ sbiadita come una vecchia cartolina. All’angolo con via Veneto si affaccia anche “la Fontana delle Api”, opera minore del 1644 sempre del Bernini, grande conchiglia dalle valve aperte con tre api, stemma araldico della famiglia Barberini, poste alla base di un cartiglio barocco. La piazza prende il nome, infatti, dal maestoso palazzo Barberini, edificato intorno al 1625 dai maggiori architetti del Seicento romano, Carlo Maderno, Borromini, Bernini e Pietro da Cortona... E un tempo l’ingresso principale del palazzo dava direttamente sulla piazza. Un grande arco, detto “il Portonaccio”, immetteva sul “teatro di corte” capace di 2000 spettatori, una sala che restò in funzione fino al 1873. Dal 1875 infatti, l’ingresso del palazzo è stato spostato su via delle Quattro Fontane, già “strada Felice”, la lunga e dritta arteria creata da papa Sisto V (Felice Peretti) nel 1575, a collegare Santa Maria Maggiore con Trinità dei Monti.



>>>Articolo di Luigi Cherubini scritto per AzRoma aprile 2007