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Il Rione Trevi : Un pò di storia
Posted by redazione on 2007/11/13 12:40:00 (1540 reads)

Trevi è il secondo di 22 rioni della toponomastica di Roma. L'origine del suo nome non è ancora sicura, tuttavia l'ipotesi più accreditata è che provenga dal latino trivium, che sta ad indicare la confluenza di tre vie nella piazzetta dei Crociferi, situata al lato della moderna piazza di Trevi. Il suo stemma è mostra tre spade su sfondo rosso. Tale rione, durante la Roma repubblicana rientrava nella terza regione, durante la Roma imperiale era suddivisa tra la sesta (chiamata Alta Semita) e la settima (chiamata via Lata). Nell'antica Roma, nel rione Trevi c'erano ampi raggruppamenti di case private da cui si ergevano alcuni edifici monumentali. Sin dal periodo romano tale zona fu suddivisa in due parti principali: quella bassa, pianeggiante e vicino al fiume, e quella alta, collinare e quindi rialzata. La prima era centro di attività cittadine, mentre la seconda rimase essenzialmente una ricca zona residenziale. Dopo la caduta dell'impero, la parte collinare si andò spopolando mentre la popolazione tendeva a concentrarsi nella zona a valle. L'urbanizzazione seguì la popolazione: le costruzioni erano numerose nei pressi del Tevere mentre non si costruì praticamente nulla nella zona collinare fino ai fasti del Rinascimento. Nel 1600 l'urbanizzazione, la costruzione di strade, chiese e fontane avevano fatto sì che tutto il rione Trevi fosse densamente popolato, e il suo aspetto rimase essenzialmente inalterato fino alla fine del XIX secolo. Il Quirinale, parzialmente isolato dalla parte densamente popolata nei pressi del Tevere, tendeva a trasformarsi in un centro di potere ospitando numerosi palazzi rappresentativi della potenza papale. Durante il periodo napoleonico, nel 1811, si decise che il Quirinale dovesse diventare un vero centro di potere imperiale. Tale progetto non fu realizzato a causa della caduta di Napoleone, tuttavia l'idea rimase e fu ripresa parzialmente nella pianificazione dell'assetto urbanistico di Roma capitale dopo il 1870. Infatti molti ministeri si trovano ancora oggigiorno nel rione Trevi. Ciò trasformò completamente il volto della parte collinare del rione, che allora era una zona non densamente abitata ricca di viottoli, di chiese e di palazzi monumentali.

(da http://it.wikipedia.org/wiki/Trevi_%28rione_di_Roma%29)



Il Quirinale : Concerti al Quirinale
Posted by redazione on 2007/11/11 19:50:00 (1220 reads)

Oggi, 11 novembre, nel corso dell'apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale, si terrà alle 12 nella Cappella Paolina un concerto del pianista Andrea Bacchetti. Alle 16 un concerto davanti al Quirinale della Banda della Marina Militare.

Rione Trevi Local Web Portal : Come indicare un luogo sulla mappa.
Posted by redazione on 2007/11/6 16:00:00 (831 reads)

E' possibile indicare sulla mappa satellitare l'esatta ubicazione di un luogo (un negozio, una scuola, un monumento ecc.)


Nel pannello sarà visibile la mappa in cui navigare per giungere sul punto che desideriamo segnalare.

Zoom fin dove possibile e ...click: apparirà sul punto un segnalino che poi sarà visibile sulla mappa.

Una volta marcato il luogo non ci resta che dare un nome da abbinare al segnalino.

ATTENZIONE! Senza scrivere nulla nella descrizione la scheda non viene salvata, quindi scrivete qualcosa o anche solo un puntino.

>>> Geolocalizza!


Per altri luoghi nel Comune di Roma e Provincia leggete >>> QUI

 

La Fontana di Trevi : Fontana di Trevi e il cinema
Posted by redazione on 2007/10/29 15:00:00 (988 reads)

l monumento, vittima di un atto vandalico, è apparso in decine di film
Fu consacrato nel 1960 grazie alla Ekberg in "La dolce vita" di Fellini

Fontana di Trevi e il cinema
"tuffi" celebri, da Anitona a Totò


di ALESSANDRA VITALI

da La Repubblica

"MARCELLO, come here! Hurry up!". Era il 1960, il miagolìo di Anita Ekberg veniva consegnato alla storia del cinema. E la Fontana di Trevi si stampava nell'immaginario collettivo, consacrata da Fellini come uno dei luoghi-simbolo della Dolce Vita, di una Roma annoiata e dissoluta che cedeva alle lusinghe del Boom. Nessuno avrebbe potuto immaginare di vederla, cinquant'anni dopo, colorata di rosso-pomodoro, vittima di una protesta contro il precariato e la Festa del Cinema. Stretta in una piazza troppo piccola per lei, adagiata su un lato del Palazzo Poli, una storia lunga che comincia con Papa Urbano VIII Barberini intorno al 1620 e si corona alla fine del Settecento, quando diventa una delle scenografie più suggestive che celebrano la Roma papalina, col passare dei secoli la Fontana diventa set ideale. Di sequenze, in certi casi, memorabili.

"My Goddess!", esclama l'attrice, nei panni di Sylvia, quando alla fine di un vicolo le appare il monumento. Quando Fellini girò la scena era marzo. A marzo, a Roma, fa freddo. L'unica a proprio agio, neanche a dirlo, era la svedese Anitona, così come i romani avevano ribattezzato la Ekberg per stazza e forme prorompenti. L'attrice riuscì a resistere per tutto il tempo necessario nell'acqua gelida, mentre a Mastroianni fu fatta indossare, sotto l'abito di scena, una leggera muta da sub. Dopodiché poté dire: "Sì, Sylvia, vengo anch'io. Vengo anch'io...".

Ci pensa Ettore Scola, quattordici anni dopo, a rendere omaggio alla "scena del bagno nella Fontana" e più in generale al grande cinema italiano. E' il 1974, il film è C'eravamo tanto amati. Nino Manfredi infermiere arriva in ambulanza nella piazza, per rispondere a una chiamata. C'è un set aperto lungo i bordi della Fontana, quello di La dolce vita. Fellini, con accanto Mastroianni, entrambi in un bellissimo cameo, sta provando la sequenza. "E quella bionda mezza ignuda nella fontana, chi è?", chiede Manfredi; "E' 'a controfigura della Eccebberg", risponde un attrezzista. C'è Stefania Sandrelli, la Luciana amata per trent'anni da lui, Stefano Satta Flores e Vittorio Gassman, che nella finzione ottiene una particina nel film. Una voce grida "pausa, pausa per tutti", Scola inquadra dall'alto la Fontana, si spengono i riflettori.

Un salto indietro nel tempo ci riporta all'inizio degli anni Sessanta. Quando, in TotòTruffa 62, l'imbroglione Totò si spaccia per il Cavalier Ufficiale Antonio Trevi e riesce a vendere "la famosa Fontana - dice - che appartiene alla mia famiglia da molte generazioni". Vittima della truffa, lo sprovveduto Decio Cavallo, "italiano oriundo" tornato dall'America in cerca di "businìss", raggirato con le infinite possibilità di guadagno garantite dal monumento: "I soldi nella Fontana ce li buttano tutti - spiega Totò - poi, ogni tanto, l'affitto alle case cinematografiche, ci girano le pellicole, qua". Sui 10 milioni richiesti, Totò alla fine, grazie al compare Nino Taranto ("il ragionier Girolamo Scamorza") intasca la caparra di 500 mila lire. E addio al povero Decio Cavallo.

E ancora. Fontana di Trevi si intitola una commedia italiana del 1960, genere "musicarello", con Claudio Villa, vicenda leggera di due ragazzi che lavorano in un'agenzia turistica proprio di fronte alla Fontana e "rimorchiano" due belle spagnole. A qualche anno prima, il 1954, risale invece Tre soldi nella fontana, classicone della commedia americana con Dorothy McGuire e Clifton Webb, ma anche con Rossano Brazzi, in cui tre ragazze americane che lavorano in Italia gettano le monetine nella vasca sperando di incontrare l'uomo della vita. La canzone, Three Coins in the Fountain, vinse uno dei due Oscar (l'altro alla Fotografia) che il film si aggiudicò. E si trova proprio di fronte alla Fontana la bottega del barbiere dove la principessa Audrey Hepburn si fa tagliare i capelli durante la sua "fuga" in Vacanze romane.

Dal cinema al Web, Fontana di Trevi c'è passata di recente, lo scorso aprile. Quando una turista milanese di quarant'anni, tale Roberta, ha pensato bene di gettarsi nuda nella vasca. Qualche minuto di celebrità, il video che finisce online. E lei che, candida, spiega ai carabinieri furibondi: "Avevo caldo, l'acqua è di tutti".

(19 ottobre 2007)

La Fontana di Trevi : TUTTI I COLORI PER I TURISTI - Proposta choc dell'associazione: "Nessun processo al buontempone"
Posted by redazione on 2007/10/23 15:30:00 (1117 reads)

da Alice.it


Roma, 22 ott. (APCom) - Proposta "choc" del Presidente Codacons Carlo Rienzi questa mattina dai microfoni di Radio Rai 1. Dopo l'azione di un vandalo che ha gettato venerdì scorso del colorante rosso nella Fontana di Trevi, il leader dell'associazione ha proposto di tingere un giorno a settimana l'acqua della stessa fontana ogni volta con un colore diverso, utilizzando coloranti innocui per il monumento, per rilanciare la fama del monumento e renderlo una attrattiva sempre nuova per i turisti.

"Il vero danno per il monumento è rappresentato dai metalli tossici delle monetine che a migliaia, quotidianamente, vengono gettate nell'acqua - spiega Rienzi - e dalle immondizie e cartacce che si accumulano attorno alla fontana. Un colorante non dannoso, al contrario, non danneggerebbe i preziosi marmi e rappresenterebbe ogni settimana un evento per i turisti".

"Le indagini che hanno portato all'individuazione del colpevole dell'innocuo gesto dimostrativo, e quelle in corso per trovare i complici - si chiede Rienzi - e che non porteranno ad alcuna condanna, quanto sono costate allo Stato? E tali risorse non potevano essere indirizzate verso cause più nobili, come la lotta alla microcriminalità dilagante nelle periferie della capitale, o la prevenzione dell'accattonaggio dei bambini ai semafori?"

L'associazione annuncia infine l'intenzione di mettere i propri avvocati penalisti a disposizione del buontempone che ha colorato la Fontana di Trevi, al fine di fornire allo stesso la dovuta assistenza legale. Per il gesto è stato avviato un procedimento penale a carico di Graziano Cecchini, 54 enne appartenente alla destra locale, individuato - secondo le autorità - dalle telecamere poste ai lati del monumento.

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